La Canzone di Occasione

Secondo le ricerche effettuate dalla professoressa Peluso, si avrebbero tracce di uno scritto in forma di canzonetta risalente addirittura al 1920.

Questo testo così recitava:

«Nanninè si viene a Palma

Vide cose e meraviglie

mascherate che quadriglie

che ve fanno cunsulà»

Un’altra inequivocabile traccia si data nel 1939 e fu scritta da tal Francesco Colucci dal titolo eloquente: ‘O squadrone d’ò Vico e Palma” sul motivo di “Napule mia”. La canzonetta fu cantata da Tanino Tortora un noto cantante dei Gigli di Nola dell’epoca.

Vale la pena ricordare, infine che i versi delle più antiche canzoni di occasione sono state scritte da Ernesto Caliendo, palmese che era solito scriverle per molte quadriglie.

Negli anni dell’immediato dopoguerra, le Quadriglie, durante le loro uscite per le strade di Palma Campania, nei giorni di Carnevale solevano distribuire agli spettatori un foglietto su cui era riportato il “papello“.

Spesso veniva utilizzato uno strumento in legno, la scaletta.

Successivamente, il “papello”fu sostituito da uno scritto meno impegnativo e più somigliante al testo di brano musicale: nasce la canzone d’occasione.

Oggi la canzone di occasione costituisce un evento in cui le Quadriglie si esibiscono in un vero e proprio Festival, impegnandosi in coreografie appositamente create e cantando, dal vivo, l’elaborato canoro proposto.

Non sono professionisti del canto quelli che si esibiscono in questa particolare gara ma appartenenti ai vari gruppi, più o meno dotati di un’ugola che può prestarsi a questa manifestazione.

Soprattutto il testo deve essere inedito e deve contenere alcuni riferimenti al Carnevale, agli strumenti tipici e ai personaggi dell’Associazione.

E’ la prima vera esibizione dell’Associazione nell’edizione del Carnevale in cui si assapora il gusto del Carnevale ormai alle porte.

La giuria, designata a determinare l’Associazione vincitrice, è generalmente composta da musicisti ed artisti che ben volentieri si prestano ad intervenire.