PALAZZO DE MARTINO

In piazza de Martino, nel 1700 gli eletti dell’Università di Palma tenevano Pubblico Parlamento e il martedì, per secoli, si sono vendute le derrate agricole della Terra di Palma.

La piazza, adattandosi alla conformazione del territorio, si trova in leggero pendio ed ha una forma trapezoidale.

Intorno vi corre la strada su cui convergono le vie di accesso ai diversi quartieri della città, via Croce, via Marconi, via Municipio, via Roma.

I palazzi che ne segnano il perimetro, solidi i maestosi, formano un immobile girotondo di pietra.

Ad un’altezza di circa due metri dal livello della piazza si innalza scenograficamente il Palazzo De Martino (nella foto l’edificio in rosso pompeiano) che fu edificato a partire dalla fine del XVIII secolo dall’omonima famiglia, che vanta tra i suoi rappresentanti il senatore Antonio di Martino nato nel 1815 a Palma.

L’edificio si innalza su una doppia rampa analoga a quella del Palazzo Aragonese e lo segue in prospettiva, unito ad esso da un portale ad arco in pietra calcarea, speculare all’ingresso secondario in piperno del Palazzo Ducale, che immette in un’ala destinata alla servitù.

Il portale in pietra calcarea era all’ingresso della chiesa di Santa Maria Hospitalis a piè Palma, che nel 1810 fu dismessa dal parroco del Santissimo Rosario e corpo di Cristo, Santolo de Martino, per lo stato di degrado in cui versava.

La facciata dell’edificio non è uniforme, dal momento che il complesso architettonico ha subito un intervento di ristrutturazione nell’ala sud.

All’interno del palazzo è conservata un’epigrafe di una tomba romana, studiata dal Mommsen.

L’epigrafe fu rinvenuta sul posto al momento della costruzione della torre campanaria e murata su una parete della base a testimoniare la presenza di monumenti di epoca romana dell’antica Teglanum, come le colonne grande dimensione ancora oggi nel giardino e una più piccola situata all’inizio della rampa di accesso all’edificio.

Nonostante le trasformazioni, l’edificio conserva una sua compattezza strutturale, la cui armonia è dettata dal ripetersi dello schema di apertura ad arco a tutto sesto sia al primo che al secondo piano

Alle spalle dell’edificio si estende un ampio parco con alberi secolari che si inerpica sui pendii del colle fino alla strada nota come Canalone, realizzato nel 1774 come alveo per canalizzare le acque che scendevano dalla montagna.